Manifesto delle rivendicazioni

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Il 2 luglio del 1994 a Roma si tenne il primo Pride italiano. Da quell’anno in poi la manifestazione della fierezza omosessuale, bisessuale, transgender e dell’uguaglianza è diventata un appuntamento fisso, la celebrazione annuale dei moti di Stonewall che diedero inizio al movimento di liberazione omosessuale in tutto il mondo.

Solo da alcuni anni il Pride ha assunto la forma di una vera e propria ondata nazionale all’insegna della rivendicazione dei diritti. L’Onda Pride è consistito in una catena di eventi e parate che hanno interessato tutta la penisola: settentrione e meridione, grandi e piccoli centri, sedi veterane (Roma, Milano, Bologna, Napoli) e città che lo accoglievano per la prima volta (Alghero, Reggio Calabria, Benevento).

La scelta di non designare la sede di un Pride nazionale e di rendere ufficiali tutti i Pride che hanno avuto luogo è stata vincente sotto vari punti di vista:

  • valorizzazione della diversità locale che fa da tessuto alla nostra identità nazionale;
  • capillarizzazione del movimento in favore di realtà più piccole;
  • radicamento locale della battaglia, grazie all’impatto mediatico dell’evento;
  • ampliamento della portata sociale della manifestazione.

La decisione di organizzare un Pride a Caserta quest’anno ben si sposa con le finalità dell’Onda Pride e con il perseguimento di questi obiettivi, con la speranza che diventino la nuova frontiera del movimento LGBTQIA italiano: attenzione alle realtà locali, molto più sensibili all’odio omofobico, bifobico, transfobico e all’isolamento, creazione di una rete di supporto e scambio interregionale e di maggiore unità nel percorso verso l’acquisizione dei diritti.

Il fatto che quest’acquisizione non sia ancora giunta a compimento ci spinge a procedere con convinzione in una battaglia necessaria di civiltà e di uguaglianza.

CASERTA CAMPANIA PRIDE 2016

RAIN associazione LGBT* casertana, promotrice dell’iniziativa insieme al Coordinamento Campania Rainbow, intende, attraverso il Caserta Campania Pride 2016, portare il protagonismo e la visibilità della popolazione LGBTQIA cittadina, provinciale e regionale come efficace strumento contro la discriminazione e il pregiudizio, la violenza e l’arretratezza, l’odio e l’ignoranza.

Esso avrà una connotazione macro-regionale in virtù della condizione storica, geografica e culturale che Caserta assume tra la Campania e il resto d’Italia e per la sua importanza in quella che fu la Provincia di Terra di Lavoro, una vastissima area che comprendeva i circondari di Caserta, Nola, Gaeta, Sora e Piedimonte d’Alife, scorporata poi nelle province di Caserta, di Napoli di Latina e Frosinone. In quest’ottica, Caserta si proporrà come luogo di esperimenti di trasmissione storica, culturale e umana, ma anche come città dell’accoglienza, dell’incontro e degli incroci culturali.

Caserta è una città particolare che vive per la Reggia, ma è anche soffocata dalla sua stessa Reggia, un capoluogo-non capoluogo con un Tribunale che non porta il suo nome, con un’Università che preferisce chiamarsi “della Campania” anziché di Caserta, una città spaziosa ma senza spazi, troppo vicina a Napoli ma allo stesso tempo lontana dalla sua cultura, dai suoi usi. L’emblema del malaffare italiano, Caserta e la sua provincia è nota per la sua invivibilità, invisibilità, per essere sempre la terzultima, la penultima, l’ultima.

Caserta non può essere solo il posto dove nessuno vuole più starci, dove tutti emigrano, dove si è schiacciati da più opposti: la società agricola e la società piccolo borghese, la terra dei fuochi e la camorra, che alla fine sono la stessa cosa, che non prevede in alcun modo l’esistenza di gay, di lesbiche, di transessuali, di bisessuali, di intersessuali, di neri, di atei, di ebrei, di musulmani, di asiatici, di tutto ciò che è realmente la nostra vita in tutte le sue sfumature.

Caserta per non dover essere sempre noi ad andare via, ma per essere, senza paura di essere picchiati, aggrediti, insultati, presi in giro, additati, minacciati e insicuri, solo per essere se stessi, alla luce del sole.

Il Caserta Campania Pride 2016 festeggerà la giornata della fierezza omosessuale, bisessuale e transgender, includendo – attraverso lo strumento della rete sociale, politica ed associativa e il supporto delle istituzioni democratiche – la battaglie sui tanti diritti sociali e civili nonché umani negati o a rischio in questo Paese.

Il 25 giugno 2016, giorno del Pride, scenderemo in piazza insieme affinché siano tutelate la libertà sessuale, l’integrità fisica e mentale di ogni singolo individuo, la libertà di coscienza e di espressione, l’accessibilità al lavoro e ai servizi. Insieme dobbiamo lavorare per creare una dimensione culturale e laica basata sull’inclusione e sull’uguaglianza dei diritti umani, civili e sociali.

Il Caserta Campania Pride 2016 è strutturato anche come un lungo percorso fatto di incontri organizzati sull’intero territorio regionale che avranno come tema la cultura delle differenze sessuali, la lotta al pregiudizio, l’allargamento dei diritti. Il corteo nella città di Caserta avrà come obiettivo concreto e immediato l’avvio di una stretta e fattiva collaborazione con le istituzioni locali, con la politica territoriale, con la rete associativa e sindacale nonché quella lavorativa per attivare interventi e servizi che diano la piena cittadinanza a tutte e a tutti, nell’ottica di una crescita culturale complessiva dell’intero territorio regionale con la partecipazione anche della galassia di associazioni estranee alle rivendicazioni LGBTQIA organizzando eventi capillari in tutta la regione e in particolare nei comuni della Provincia di Caserta.

Per consentire la massima partecipazione e condivisione, affinché chiunque possa contribuire al Caserta Campania Pride 2016, nella settimana che precede al Pride sarà disponibile un Parco dove organizzare eventi ed attività.

PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

UGUAGLIANZA, PARITÀ E DIRITTI

  • l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità ed espressione di genere affinché i crimini d’odio motivati da omofobia, bifobia e transfobia possano essere riconosciuti e perseguiti come tali;
  • una legge che estenda il matrimonio celebrato davanti all’ufficiale dello stato civile anche alle coppie dello stesso sesso come previsto dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 16 marzo 2000 affinché sia sancito il principio costituzionale dell’uguaglianza formale e sostanziale di tutti gli individui; solo con il matrimonio sarà infatti possibile includere e non escludere, sancire finalmente che anche gay e lesbiche hanno la stessa dignità di poter essere famiglia, senza esclusioni, senza istituti giuridici di serie A e di serie B che non fanno altro che acuire le differenze;
  • la creazione di istituti distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento giuridico delle unioni civili nella forma del patto di solidarietà tra due individui di sesso uguale o diverso;
  • la tutela delle coppie e delle convivenze di fatto, dei diritti dei singoli e della solidarietà tra i singoli nelle forme diverse da quella della famiglia e di coppia, nei diritti di assistenza, di successione e di testamento biologico;
  • la possibilità di adozione interna alla coppia dello stesso sesso, riconoscendo legalmente la figura del co-genitore;
  • la tutela di tutte le genitorialità preesistenti senza che sia operata alcuna discriminazione basata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, in particolare nelle cause di separazione o divorzio che coinvolgono persone omosessuali, bisessuali e transgender;
  • la modifica della legge 40 per consentire l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alla singola maggiorenne e alle coppie dello stesso sesso e in particolare l’abrogazione del comma 6 dell’art. 12 delle legge 40/2004 che vieta la gestazione per altri (GPA) e la possibilità di effettuare la gestazione per altri in Italia;
  • la possibilità e la semplificazione del procedimento di rettifica di attribuzione anagrafica di genere prima e oltre l’intervento chirurgico di riassegnazione dei caratteri sessuali, la possibilità di accesso anche per le persone transgender immigrate, la garanzia e la tutela dell’accesso al lavoro, la difesa e il contrasto da atti di violenza transfobica, il contrasto dello stereotipo negativo e dell’informazione distorta proposta dai media;
  • il divieto ufficiale di intervenire chirurgicamente sui neonati e sui bambini intersex/DSD (Differenze dello Sviluppo Sessuale) e l’obbligo di attendere, per eventuali operazioni, l’età del consenso informato;
  • l’informazione e l’educazione sui temi dell’asessualità e delle identità che compongono lo spettro asessuale;
  • campagne di informazione contro la violenza sulle donne e l’eterosessismo.

SALUTE

  • l’attivazione di campagne di informazione sulle infezioni da HIV e sulle infezioni a trasmissione sessuale in generale;
  • campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte al personale medico e paramedico sul rapporto medico-paziente qualora si trovino davanti persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersex/DSD e asessuali;
  • la formazione per il personale socio-sanitario mirata al riconoscimento della differenza di orientamento sessuale e identità di genere, all’accoglienza e alla capacità di rispondere ai bisogni specifici delle persone LGBTQIA;
  • il divieto ufficiale di praticare terapie riparative per la cura dell’omosessualità.

ISTRUZIONE E UNIVERSITÀ

  • l’estensione a tutte le università della possibilità del doppio libretto (carriera “Alias”) per le persone transgender per la tutela della privacy e della dignità e per la difesa dalle molestie morali già in fase di immatricolazione;
  • la promozione di iniziative di educazione nelle scuole e interventi formativi rivolti alle/agli insegnanti e a tutto il personale scolastico riguardo alle tematiche LGBTQIA, anche al fine di favorire il benessere delle persone omosessuali, bisessuali, transgender, intersex/DSD, asessuali e dei loro figli;
  • la promozione di nuovi e più efficaci protocolli per il contrasto al bullismo e all’omofobia, bifobia e transfobia nella scuola e in tutte le realtà giovanili (educative, aggregative e sportive), anche favorendo interventi da parte delle associazioni LGBTQIA.

TERRITORIO

  • l’istituzione dell’Assessorato alle pari opportunità e ai diritti civili, pre promuovere le pari opportunità per le persone LGBTQIA, nonché di un servizio regionale e comunale LGBTQIA contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere;
  • adesione dei Comuni alla rete RE.A.DY, rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere;
  • l’istituzione del registro amministrativo delle unioni civili nel comune di Caserta e negli altri comuni della provincia;
  • inserimento negli Statuti comunali dei principi fondamentali di contrasto alla violenza e alla discriminazione legata al genere, all’identità di genere e all’orientamento sessuale per rendere effettive le pari opportunità tra tutte le cittadine e i cittadini;
  • il supporto politico e istituzionale alle iniziative di sensibilizzazione sociale sul tema e una maggiore visibilità delle persone LGBTQIA;
  • formazione e inserimento lavorativo dei soggetti LGBTQIA vittime di discriminazione sui luoghi di lavoro;
  • la creazione di maggiori opportunità di confronto e scambio con le scuole e con i giovani;
  • la programmazione per il nuovo anno scolastico di un progetto sul contrasto al bullismo e al bullismo omofobico e transfobico e alla cultura delle differenze e alla lotta alla discriminazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale che coinvolga tutte le scuole;
  • l’apertura delle Commissioni comunale Pari Opportunità oltre alle pari opportunità tra uomo e donna, anche tra orientamento sessuale e identità di genere con la modifica dei regolamenti comunali;
  • il riconoscimento della battaglia per i diritti LGBTQIA e della lotta all’omofobia, alla bifobia e alla transfobia come priorità politiche a cui garantire sostegno e priorità.

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